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Impatto dell'arresto cardiocircolatorio extra-ospedaliero (OHCA) in Lombardia (Italia):

Abstract

Impatto dell'arresto cardiocircolatorio extra-ospedaliero (OHCA) in Lombardia (Italia): analisi dei dati del soccorso sanitario territoriale 118.

Autori

Villa G.F.*, Minoretti V.**, Pagliosa A.*, Canevari F.*, Manera M.***, Solaro N.***, Kette F.*, Salmoiraghi M.*, Zoli.A.*, Direttori e Coordinatori delle AAT*.
* AREU [Azienda Regionale Emergenza e Urgenza] Lombardia – Milano
** Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Milano-Bicocca
*** Department of Economics, Management and Statistics, Università di Milano-Bicocca

Contesto

L'arresto cardiocircolatorio extra-ospedaliero è diventato un'emergenza di salute pubblica globale nei Paesi occidentali. Nessuna raccolta dati inerenti all'OHCA è mai stata precedentemente effettuata in regione Lombardia.

Disegno e Studio

Studio osservazionale, retrospettivo, analitico, a corte singola, eseguito sulla popolazione lombarda in regione Lombardia.

Obiettivo

Lo studio punta ad analizzare l'evento arresto cardiaco extraospedaliero nella popolazione della regione Lombardia, campione quantitativamente e qualitativamente significativo della popolazione italiana. Lo studio è basato sui dati raccolti attraverso il monitoraggio dell'attività degli operatori delle Centrali Operative e del personale del soccorso territoriale.

Metodi

I dati riguardanti gli arresti cardiocircolatori extra-ospedalieri nella popolazione lombarda (9.924.447 unità) sono stati retrospettivamente raccolti tramite il Sistema Operativo EmmaWeb, e utilizzati per la crezione di un database. I dati si riferiscono ad un periodo complessivo di 30 giorni così suddiviso: 14-23 ottobre 2013, 14-23 gennaio 2013, 14-23 marzo 2014. Le informazioni inerenti alla degenza e allo stato alla dimissione dei pazienti, sono state fornite dagli ospedali riceventi.
Si sono inizialmente considerati tutti i casi di ACC in cui sono intervenute le squadre di soccorso; in seguito, secondo le direttive dell'Utstein Style sono stati esclusi gli ACC in cui non sono state iniziate le manovre rianimatorie da parte del personale preposto (269), gli ACC ad eziologia non cardiaca (74) e gli ACC non testimoniati (176).

Risultati

Dei 946 casi considerati inizialmente, vengono infine mantenuti ed analizzati 428 (70,9%) eventi di arresto cardiocircolatorio testimoniato a presumibile eziologia cardiaca.
Secondo i parametri di valutazione dell'Utstein Style, gli outcome analizzati sono stati il Susteined ROSC (107 casi – 25%), il Survival Event (S.E.) in Pronto Soccorso (95 casi – 22,2%), il Survival Event a 24 ore (88 casi – 20,6%) e a 30 giorni (46 casi – 11%).
Si è valutata l'influenza sull'esito dell'evento di tutte le variabili intervenute durante l'evento sanitario, considerando sia fattori non modificabili, che fattori direttamente dipendenti dal soccorso. Tra queste variabili, quelle che si sono dimostrate statisticamente significative sono: l'età avanzata, correlata ad una maggiore incidenza del fenomeno e ad un più basso tasso di ROSC (p<0,001); la qualità del ritmo di presentazione, in quanto ritmi defibrillabili presentano una più alta correlazione a ROSC (p<0,001) e a S.E. a 30 giorni (p<0,05); i mezzi intervenuti, con un tasso più elevato di ripristino del circolo in quei casi in cui il mezzo di base è stato affiancato da un mezzo avanzato o intermedio (p<0,001); la precocità delle manovre rianimatorie da parte di astanti, con l'utilizzo di PAD nel 1,6% e l'inizio di RCP nel 30% dei casi, che porta ad una maggiore possibilità di ROSC (p<0,05) e di riscontro di un ritmo defibrillabile (26,4% vs 16,1%).
Nell'analisi delle tempistiche, i risultati, sebbene non valutabili dal punto di vista statistico, evidenziano come intervalli ridotti si ricolleghino a una maggiore possibilità di riscontro di un ritmo defibrillabile.
Altre situazioni analizzate, ma che non hanno portato a risultati validi sono l'outcome neurologico, l'effetto della stagionalità e l'utilizzo dell'ipotermia terapeutica intraospedaliera. Interessante è il confronto, sia a livello nazionale che internazionale, dei costi rilevati, in quanto in Lombardia questi risultano notevolmente minori rispetto a quelli di altri Paesi.

Conclusioni

Oltre all'importanza di alcune variabili nel condizionare l'esito dell'arresto cardiaco, si sono riscontrate particolari differenze tra i dati raccolti in zone urbane (Centrali Operative situate in zone urbane, SOREU Metropolitana) e i dati raccolti in zone extra-urbane (Centrali Operative situate in zone rurali, SOREU Provinciali), soprattutto per quanto riguarda le metodiche di gestione delle tempistiche e dei mezzi inviati. Ciò ha portato ad una nuova gestione dell'intervento di automediche ed autoinfermieristiche, che verrà prossimamente analizzata.
Inoltre, dal confronto con la letteratura straniera, si evidenzia l'importanza di una maggiore formazione e informazione della popolazione laica sull'importanza della precocità d'intervento da parte del cittadino.

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