LA STORIA DEL NUE 112

Luglio 1991: la Comunità Europea (Decisione Europea n. 917396/CEE) invita gli Stati Membri all'adozione del Numero Unico Europeo (NUE 112) per le chiamate di emergenza; circa dieci anni dopo la direttiva 2002/22/CE del Parlamento e del Consiglio europeo, ribadisce tale richiesta agli Stati dell'Unione Europea, introducendo il vincolo per i gestori della fonia di mettere a disposizione delle autorità che gestiscono i servizi di soccorso le informazioni relative alla localizzazione del chiamante.

Giugno 2003: Con Decreto Legislativo n 196 del 30 giungo 2003,art. 127, co.4, il Numero Unico Europeo di Emergenza 112 è indicato quale servizio abilitato a ricevere le chiamate d'emergenza provenienti dalle  numerazioni 112,113,115 e 118.

Agosto 2003: il Ministero dell'Innovazione Tecnologica incarica un gruppo di lavoro (composto dai Ministeri dell'Innovazione, Interno, Salute, Economia, Infrastrutture, Comunicazioni, Difesa, Politiche comunitarie, Protezione Civile, Garante nelle Comunicazioni) di elaborare un progetto che consenta di realizzare in Italia il Numero Unico Europeo 112.

Il progetto presentato dal gruppo prevede la realizzazione di un "Public Safety Answering Point" (PSAP) di primo livello incaricato della raccolta delle chiamate dirette sia ai numeri di emergenza 112 (Carabinieri), 113 (Polizia di Stato), 115 (Vigili del Fuoco), 118 (Emergenza Sanitaria) sia alle numerazioni di pubblica utilità, ma non offre la possibilità di "localizzare la chiamata"

Aprile 2006: la Commissione Europea avvia la procedura di infrazione per la mancata messa a disposizione della localizzazione del chiamante agli enti di soccorso; sei mesi dopo, la procedura di infrazione viene confermata e nel marzo 2007 l'Italia è deferita alla Corte di Giustizia europea.

Gennaio 2008: il Governo provvede, con il decreto "Gentiloni" ad affidare la realizzazione del progetto NUE 112 a Polizia e Carabinieri. Viene attuata un'unica sperimentazione a Salerno, con una semplice linea telefonica punto-punto tra Carabinieri e Polizia. Le numerazioni d'emergenza "118" e "115" non vengono inserite nel Numero Unico  restando esclusi dalla possibilità di ricezione dei dati di localizzazione del chiamante. La soluzione formalizzata dal Decreto Gentiloni non è in grado di bloccare la procedura di infrazione.

Gennaio 2009: la settima Sezione della Corte di Giustizia Europea condanna l'Italia per non aver ottemperato alla Direttiva del Codice della Comunicazioni che istituisce il 112 come numero di Emergenza europeo. Il Governo Italiano decide di affidare ad un gruppo tecnico la redazione di una nuova proposta da presentare in sede comunitaria entro l'inizio di Marzo 2009. Nell'ambito di tale tavolo si inizia a parlare della necessità di integrazione con il 115 e il 118.

Ottobre 2009: Il gruppo tecnico coordinato dal Ministero dell'Interno a Roma registra il consenso dei componenti del gruppo sulla possibilità di avviare, contestualmente alla realizzazione del Numero Unico Europeo secondo la soluzione progettuale elaborata dal Ministero (NUE 2009 Integrato) e allo studio di un disciplinare di procedure comuni di risposta al 112 NUE,  la sperimentazione del call center 112  nella provincia di Varese.

Il progetto proposto da Regione Lombardia si caratterizza per il fatto che le funzionalità di call taking sono inizialmente garantite da operatori  "laici" (in quanto tali non appartenenti a nessuna delle quattro Amministrazioni coinvolte).

23 Dicembre 2009 : la Giunta di Regione Lombardia finanzia, annoverandola tra le iniziative strategiche di governo, il Numero Unico Europeo d' Emergenza 112, attraverso la realizzazione sperimentale del primo Call Center Laico ( CCL NUE 112 ) in Italia, finalizzato a ricevere tutte le chiamate dell'emergenza urgenza ( 112-113-118-115 ). Il CCL NUE 112 viene realizzato presso la Centrale 118 di Varese.

30 Dicembre 2009: La legge regionale  n° 33 e s.m.i. assegna ad AREU il compito di garantire l'operatività dei Call Center Laici Numero Unico Emergenza 112 sul territorio regionale.

21 Giugno 2010: viene ufficialmente avviato il Call Center Laico NUE 112 di Varese; presenti il Ministro Maroni, il Presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni ed i massimi vertici nazionali di Polizia di Stato, Carabinieri e Vigili del Fuoco.

28 Marzo 2011: il tavolo tecnico, di cui fanno parte Ministero dell'Interno, Ministero della Salute, Conferenza Stato Regioni, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Emergenza Sanitaria (AREU), Protezione Civile Lombarda, Presidenza Regione Lombardia, approva il "Disciplinare tecnico/operativo per il funzionamento dei Call Center Laici NUE 112 nella Regione Lombardia. Nel documento si stabilisce che i call center saranno tre per l'intera regione, da localizzare, presumibilmente, nelle città di Milano, Brescia e Varese.

4 luglio 2011: viene firmato il protocollo d'intesa tra Ministero dell'Interno e Regione Lombardia per l'attuazione in Regione Lombardia del 112 NUE - Numero Unico di Emergenza Europeo secondo il modello del Call Center Laico.

L'Accordo prevede che:

  • siano a carico dello Stato gli oneri connessi al reperimento, all'allestimento e alla manutenzione delle sedi e delle strumentazioni necessarie all'attivazione dei call center, allo scopo di assicurare il controllo e l'omogeneità delle infrastrutture tecnologiche;
  • siano a carico di Regione Lombardia il reclutamento ed il conferimento del personale ed il relativo trattamento economico stipendiale

28 dicembre 2012: viene firmata una convenzione tra il Ministro dell'Interno e il Presidente di Regione Lombardia che riconferma gli obblighi rispettivamente assunti con la sottoscrizione del Protocollo del 4 luglio 2011, definendo, nel dettaglio, i rispettivi impegni economici per gli anni 2012, 2013, 2014. La convenzione è stata prorogata, successivamente, per l'anno 2015.

7 agosto 2015: la legge 124/2015 (legge Madia) prevede l'estensione del Numero Unico Europeo NUE 112 su tutto il territorio nazionale, con Centrali Uniche di Risposta da realizzare in ambito regionale.

 

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