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Quando il soccorso si racconta: famiglie e operatori protagonisti all’open day della Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza dei Laghi

immagine Quando il soccorso si racconta: famiglie e operatori protagonisti all’open day della Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza dei Laghi

Oltre 350 persone dentro il sistema dell’emergenza: una giornata da protagonisti


(Como, 29 mar. 2026) La sirena che rompe il silenzio. L’elicottero che lascia l’hangar in pochi minuti. I telefoni che squillano senza sosta. E, dall’altra parte della linea, una voce calma che guida chi chiama a salvare una vita.
È iniziato così, con la realtà operativa che ogni giorno prende forma tra urgenza e precisione, l’open day della Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza (SOREU) dei Laghi, organizzato per accogliere familiari e amici degli operatori. Una giornata intensa, autentica, capace di mostrare da vicino cosa significa lavorare nel cuore del sistema di emergenza.


La catena del soccorso vista da vicino


Nella sala operativa del 118 di Como, un’operatrice tecnica scandisce il ritmo del massaggio cardiaco per aiutare un cittadino a soccorrere un anziano privo di conoscenza. Poco distante, viene attivato un mezzo di soccorso per un investimento stradale. Scene quotidiane, ma straordinarie nella loro capacità di fare la differenza.
Dalle 9 del mattino, oltre 350 persone – tra adulti e bambini – hanno preso parte a un percorso immersivo nella catena del soccorso: dalla chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 fino all’intervento sul campo. I partecipanti hanno potuto visitare la SOREU, ascoltare alcune chiamate in diretta e comprendere la complessità delle decisioni che ogni giorno vengono prese in pochi istanti.
Spazio anche alla scoperta dei mezzi di soccorso avanzato: automediche, mezzi infermieristici ed elicotteri, con le loro dotazioni tecnologiche – monitor, defibrillatori, dispositivi per il massaggio cardiaco automatico – fondamentali per garantire interventi tempestivi ed efficaci, oltre ai sistemi dedicati alla gestione delle grandi emergenze.


«Quando i nostri operatori, medici e infermieri finiscono il turno – spiega il responsabile operativo Guido Caironi – si portano a casa una parte importante del loro lavoro. Dare ai familiari la possibilità di vedere concretamente cosa accade qui dentro significa aumentare la consapevolezza, ma anche favorire un equilibrio tra vita professionale e personale. È un modo per condividere il valore di ciò che facciamo ogni giorno».


Dall’attualità alle innovazioni: vite salvate tra cielo e terra


L’open day è stato anche l’occasione per raccontare il volto più attuale e innovativo del sistema di emergenza lombardo.
Tra i momenti più suggestivi, il decollo dell’elisoccorso, che ha catalizzato l’attenzione di grandi e piccoli. Gli elicotteri di Como, Bergamo e Milano sono stati recentemente protagonisti del trasporto dei ragazzi gravemente feriti nell’incidente di Crans-Montana, trasferiti dalla Svizzera al Centro grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda. Un’operazione complessa, coordinata a livello nazionale e internazionale, che ha visto il coinvolgimento della Presidenza di Regione Lombardia, del Dipartimento della Protezione Civile – attivato tramite il Meccanismo Europeo – e del Ministero degli Affari Esteri.


Un impegno che ha portato al conferimento della Rosa Camuna. Il riconoscimento è stato consegnato dal presidente Attilio Fontana e dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso al direttore generale di AREU, Massimo Lombardo, come attestazione “della capacità di operare con rapidità, competenza e coordinamento in uno scenario di emergenza ad altissima criticità”.


Ma il futuro del soccorso passa anche dall’innovazione. Durante la visita all’elicottero è stata illustrata la procedura “Blood on Board” (BOB), che consente di effettuare trasfusioni di sangue direttamente a bordo. Una tecnica già applicata in circa 90 casi, nelle cinque basi lombarde (Bergamo, Brescia, Como, Milano e Sondrio), in meno di un anno e che ha recentemente contribuito a salvare la vita alla professoressa Mocchi, gravemente ferita mercoledì scorso a Trescore Balneario (BG).
La Lombardia è oggi l’unica regione italiana ad aver dotato tutti gli elicotteri di soccorso di questa possibilità, anticipando di fatto le cure salvavita già nella fase di trasporto.


Non solo emergenza sanitaria: AREU si occupa, fra l’altro, anche di logistica per i trapianti e trasporto organi. Tra i mezzi utilizzati spicca anche una Porsche Panamera confiscata alla criminalità organizzata e riconvertita per il trasporto rapido degli organi, simbolo concreto di come risorse sottratte all’illegalità possano essere restituite alla collettività.


«Giornate come questa – conclude Caironi – sono fondamentali perché permettono anche ai più piccoli, attraverso il gioco e l’esperienza diretta, di comprendere come funziona la catena del soccorso. Oggi più che mai il cittadino è parte attiva: sapere cosa fare nei primi minuti può aumentare in modo significativo le possibilità di sopravvivenza».