Crans montana: dalla sala crisi attivata in poche ore all’evacuazione in elicottero di 12 giovani gravemente feriti. Il presidente Fontana consegna ad AREU la Rosa Camuna
Il direttore generale Massimo Lombardo: “Un lavoro di squadra che dimostra la forza del nostro sistema”
Milano, 19 febbraio 2026 – Poche ore dopo il grave disastro avvenuto il 1° gennaio a Crans Montana, mentre il sistema sanitario svizzero chiedeva supporto urgente per la gestione di pazienti con gravi ustioni – tra cui cittadini italiani ricoverati negli ospedali di Sion, Losanna, Ginevra, Zurigo e Aarau – la macchina dell’emergenza lombarda era già operativa.
Alle 10.30 AREU ha attivato la Centrale Operativa Maxiemergenze presso la SOREU Metropolitana, assumendo la regia sanitaria dell’intervento e allestendo una vera e propria sala crisi dedicata. Una risposta immediata, strutturata e coordinata, che ha consentito di affrontare sin dalle prime ore uno scenario internazionale complesso.
Da quel momento si è sviluppato un impegno crescente, in stretta collaborazione con la Regione Lombardia, la Presidenza, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, il Dipartimento della Protezione Civile – attivato attraverso il Meccanismo Europeo di Protezione Civile su richiesta del Governo svizzero – e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Alle 16.30 l’elisoccorso di Como decollava alla volta di Sion, seguito a breve distanza dai mezzi di Bergamo e Milano, consentendo già nella stessa giornata il trasferimento di tre ragazzi presso il Centro Grandi Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano.
Un’operazione che nei giorni successivi si è ampliata fino a coinvolgere complessivamente 12 giovani gravemente feriti, evacuati in sicurezza con l’ultimo trasferimento effettuato l’11 gennaio 2026.
Anche per questo impegno straordinario, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, affiancato dal vicepresidente Marco Alparone e dall’assessore Guido Bertolaso, ha conferito al direttore generale di AREU, Massimo Lombardo, la Rosa Camuna, la massima onorificenza regionale. Il riconoscimento è stato attribuito anche al personale dell’Ospedale Niguarda e della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
“Sono grato al presidente Fontana e all’assessore Bertolaso – ha dichiarato Lombardo – per aver voluto consegnare ad AREU la Rosa Camuna. È un riconoscimento al grande lavoro di squadra svolto in quei giorni terribili, coordinando professionisti con competenze diverse ma tra loro perfettamente complementari”.
“AREU è una comunità di donne e uomini che lavorano sull’emergenza – ha aggiunto – e Crans Montana è stata la dimostrazione concreta della nostra capacità operativa e della tempestività della macchina organizzativa. In pochissimo tempo abbiamo attivato gli elicotteri di Como, Milano e Bergamo attraverso la nostra Centrale Regionale Elisoccorso (CRELI), le centrali operative, la struttura Maxiemergenze e numerosi altri operatori che hanno lavorato giorno e notte fino al completamento dei 12 trasferimenti. Un’operazione estremamente complessa, perché abbiamo evacuato ragazzi con ustioni gravissime, molti dei quali ricoverati in terapia intensiva. Una complessità che corrisponde al nostro modo di lavorare: integrazione di competenze e coordinamento continuo”.
La Centrale Maxiemergenze è rimasta operativa con presidio dedicato fino al 6 gennaio e successivamente in regime di reperibilità, assicurando continuità di coordinamento per tutta la durata dell’emergenza.
Determinante anche l’attivazione di un Burn Assessment Team congiunto Niguarda–AREU – composto da rianimatore, chirurgo plastico, infermieri di area critica, psicologo e tecnici autisti-soccorritori – inviato in Svizzera per supportare la selezione dei pazienti, la valutazione dell’idoneità al volo, il raccordo clinico con il centro ricevente e il sostegno ai familiari. Un secondo team ha garantito la continuità della missione nei giorni successivi.
LE VOCI DEGLI ELISOCCORRITORI DI COMO, TRA I PRIMI AD ARRIVARE A SION
“Siamo stati il primo elicottero ad arrivare all’ospedale di Sion – racconta Francesca Dimola, medico anestesista-rianimatore – dove abbiamo trovato grande ordine nonostante il caos della situazione. È stato molto impattante, anche dal punto di vista umano, vedere ragazzi così giovani in condizioni cliniche tanto gravi. Una grande responsabilità, che si affronta grazie alla preparazione maturata negli anni e alla passione per questo lavoro”.
Alessandro Picone, infermiere, sottolinea la complessità dell’intervento: “Essere tra i primi ad arrivare ha significato confrontarsi con un trasferimento secondario estremamente delicato, sia dal punto di vista clinico sia tecnico. Parliamo di pazienti instabili, ustionati gravi, in un contesto organizzativo diverso dal nostro. Siamo preparati per questo, ma resta sempre un senso di responsabilità importante. Mi porto dietro molto, non solo professionalmente ma anche umanamente: assistere ragazzi dell’età dei nostri figli in condizioni così critiche lascia un segno. È stata però anche la dimostrazione di un sistema che ha funzionato molto bene, grazie alla collaborazione tra tutti gli attori coinvolti”.
IL TESTO DELLA PERGAMENA – PREMIO ROSA CAMUNA 2026 al Team dei professionisti intervenuti seguito della tragedia di Crans-Montana
“Per aver dimostrato nelle operazioni di soccorso, rianimazione e cura, a seguito della ragedia accaduta a Crans-Montana, di saper operare con rapidità, competenza e coordinamento in un contesto dl emergenza e criticità estremamente complesso.
Il Team rappresenta un esempio di eccellenza clinica, dedizione al servizio pubblico e rofondo senso di responsabilità, che conferma il valore del lavoro quotidianamente svolto dal sistema sanitario lombardo, anche oltre i contini regionali.
Agli straordinari professionisti del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e di AREU che hanno operato con profonda sensibilità nell’assistenza dei ragazzi e delle loro famiglie, che ancora lottano per superare le ferite e le conseguenze emotive di questa grave tragedia, va il nostro più sincero e sentito ringraziamento”.